Indice Contenuti
strategia Loss Leader strategia Loss Leader strategia Loss Leader strategia Loss Leader strategia Loss Leader strategia Loss Leader.
Introduzione: un rasoio che sembra un regalo
Quante volte ti sarà capitato di trovare un rasoio Gillette in promozione al supermercato, oppure addirittura in regalo insieme a una rivista o dentro una box di prodotti? La sensazione è sempre la stessa: “Wow, che affare!”. Un oggetto di design, con il manico cromato e una lama tecnologica, preso per pochi euro o addirittura gratis.
Eppure, dietro a quel gesto apparentemente generoso, si nasconde una delle mosse di marketing più geniali e redditizie della storia moderna: la strategia Loss Leader.
Non è un concetto nuovo, anzi. Ma Gillette l’ha perfezionato al punto da farlo diventare un vero e proprio caso studio, studiato in università, citato nei libri di marketing e copiato in moltissimi settori diversi.
La strategia Loss Leader spiegata senza paroloni
Partiamo dal nome: “Loss Leader”. Tradotto letteralmente significa “prodotto venduto in perdita per aprire la strada”. In pratica si offre un bene a prezzo bassissimo (a volte addirittura sottocosto), per convincere il cliente ad avvicinarsi al brand. Una volta conquistato, il guadagno arriva dai prodotti collegati, quelli che l’utente sarà costretto a comprare di nuovo e di nuovo, spesso senza alternative.
E qui entra in scena il modello più famoso di tutti: il cosiddetto “Razor and Blades”, ovvero “rasoio e lamette”. Un rasoio che ti sembra un regalo, ma che diventa la porta d’ingresso a una catena di acquisti ripetuti. Gillette l’ha trasformato in una miniera d’oro.

Dal rasoio alle lamette: ecco dove sta il vero business
Un manico di rasoio con la sua prima testina costa a Gillette pochi centesimi da produrre, anche se viene venduto nei negozi a 4 o 5 euro. Il margine è praticamente nullo, e in alcuni casi addirittura negativo. Ma non importa, perché il guadagno non è lì.
Il guadagno arriva quando torni a comprare le lamette di ricambio. Una singola cartuccia Fusion può costare intorno ai 4 euro al dettaglio, mentre produrla costa pochissimo, meno di 0,10 euro. Se aggiungiamo i costi di marketing, distribuzione, logistica e packaging, il prezzo resta comunque molto più alto del reale valore materiale del prodotto. Il risultato? Un margine enorme, che si ripete ogni volta che la lametta si consuma e sei costretto a sostituirla.
In media, una lama dura tra le 5 e le 7 rasature. Significa che, nel giro di poche settimane, sei già pronto a rimettere mano al portafoglio. E Gillette lo sa benissimo.

Il fatturato da miliardi di dollari
Questa strategia non è solo furba, è straordinariamente efficace. Nel 2024, il segmento Grooming di Procter & Gamble (la multinazionale che controlla Gillette) ha generato circa 6,65 miliardi di dollari di fatturato. Una cifra che da sola vale quasi l’8% delle entrate globali dell’azienda.
Certo, non tutto arriva dalle lamette: ci sono anche schiume da barba, rasoi usa e getta e altri accessori. Ma il cuore del business rimane lì, nelle minuscole cartucce intercambiabili che miliardi di uomini nel mondo acquistano e riacquistano ogni anno.
È impressionante pensare che un oggetto così piccolo, che spesso diamo per scontato, abbia costruito uno dei business model più redditizi della storia.

Psicologia e fedeltà: il genio dietro l’operazione
Perché questa strategia funziona così bene? Ci sono diversi motivi.
Prima di tutto, la barriera d’ingresso è bassissima. Spendere 5 euro per un rasoio di marca non sembra un grande impegno, e in cambio si ottiene un prodotto percepito come premium. Il consumatore pensa di aver fatto un affare.
Poi c’è l’effetto lock-in: una volta comprato un manico Gillette, sei legato a quel sistema di lamette. Non puoi andare al supermercato e montare su quel manico le lame di un’altra marca. Sei “incastrato” in quell’ecosistema.
Infine, c’è il potere del marketing. Gillette investe miliardi ogni anno in pubblicità, sponsorizzazioni e campagne globali. Il marchio è associato a qualità, innovazione, performance. Quando pensi a una rasatura perfetta, pensi a Gillette. E questo rafforza ancora di più la fedeltà al brand.
Non solo rasoi: gli altri settori che usano il modello
Quello che Gillette ha reso celebre non è rimasto confinato al mondo della rasatura. Lo stesso modello si ritrova in tanti altri mercati.
Le stampanti sono l’esempio più simile: macchine vendute a prezzi molto bassi, spesso inferiori ai costi di produzione, ma cartucce d’inchiostro che costano una fortuna.
Le macchine da caffè a capsule funzionano allo stesso modo: ti vendono la macchina a 50 euro, ma ogni capsula diventa un piccolo investimento ripetuto nel tempo.
Persino nel digitale troviamo strategie simili: abbonamenti a prezzi simbolici o servizi gratuiti che poi monetizzano con upgrade, accessori o consumabili digitali.
Gillette, in sostanza, ha creato un paradigma.
Una lezione per imprenditori e curiosi di marketing
Cosa possiamo imparare da tutto questo? La strategia Loss Leader è un’arma potentissima se usata bene.
Non significa che ogni business debba regalare prodotti, ma che abbassare la barriera d’ingresso e puntare sulla continuità può essere un approccio vincente.
Nel piccolo, anche una startup o una PMI possono adottare logiche simili: offrire un servizio gratuito iniziale, dare un campione di prodotto o creare un abbonamento a basso costo che poi viene arricchito da componenti extra.
L’importante è pensare non tanto alla vendita immediata, quanto al valore a lungo termine del cliente. Gillette non guadagna quando ti mette in mano il primo rasoio. Gillette guadagna ogni volta che torni a comprare una lametta nuova.
Conclusione: una lama che insegna
La prossima volta che prenderai un rasoio Gillette dal tuo bagno, ricordati: non hai in mano solo uno strumento per raderti. Hai in mano uno dei simboli più iconici della strategia Loss Leader.
Un oggetto che sembra un regalo, ma che in realtà è il primo passo di un percorso di acquisti ripetuti che, anno dopo anno, hanno costruito un impero da miliardi di dollari.
Un esempio perfetto di come il marketing, quando è intelligente, non si limita a vendere un prodotto: costruisce un modello di business che resiste al tempo e continua a fare scuola.
Ti è piaciuto l’articolo? Dai un’occhiata agli altri contenuti del nostro blog: troverai tante curiosità, esempi e strategie di marketing raccontate in modo semplice e diretto.
Hai un argomento che vorresti vedere trattato? Scrivicelo, saremo felici di approfondirlo!
E se non vuoi perderti nessun aggiornamento, iscriviti subito alla nostra newsletter: riceverai dritte e ispirazioni direttamente nella tua casella email.


